giovedì 22 giugno 2017

I numeri di giugno

Giugno 2017. Un mese intenso per la sottoscritta. Cambiamenti in corso e tutti per ora positivi. Potrei parlarvi dell'impatto di una nuova sede di lavoro, vicinissima a casa. Come cambia la vita di un lavoratore se il su percorso casa-lavoro si riduce a 10 minuti di macchina (erano minimo 50 fino a qualche giorno fa)? Minuti che possono diventare anche poco più di 4 fermate di autobus, anche se significherebbe farsi almeno 20 minuti a piedi, in un posto isolato, per raggiungere la propria scrivania. E questa cosa proprio non è giusta, perché fa trapelare la noncuranza di chi disegna i percorsi autobus di questa città (Roma per chi non mi conosce).
No dico: ma è tanto difficile pensare che un bus che raggiunge un capolinea metro è sicuramente più vendibile di una tratta bloccata poco prima? Dici vabbè scendi all'ultima fermata del bus in questione e ne prendi un altro per una fermata. Comodo no? Ma perché? Vi lascio i numeri degli autobus menzionati per farvi capire meglio: 558 e 20.

Baltimora - Maryland - Architetti spagnoli "Mmmm..."
Così mentre Ikea festeggia il Midsommar e su Google inizia, non a caso, il periodo in cui le parole più cercate sono mare pulito, airbnb e voli lowcost, io digito atac+lamentele. Scopro che ci sono diversi canali social attraverso cui inviare segnalazioni, reclami e suggerimenti. Allora scelgo un percorso guidato per segnalare il mio reclamo e sperare in un loro suggerimento.

Riusciranno i nostri eroi ad avere un servizio diretto casa-lavoro ecologico?

Volevo concludere con un po' di dati del Censimento popolazione, proprio sugli spostamenti casa-lavoro dei miei concittadini, ma il sito Istat con tutti i dati è momentaneamente in manutenzione. 
Proprio ieri leggevo (a pag. 24) che attraverso questi dati l'Istat riesce ad individuare nuovi confini territoriali, che vanno al di là di quelli più strettamente amministrativi, mettendo insieme comuni con elevati spostamenti interni e minimi spostamenti verso l'esterno. I cosiddetti sistemi locali (una volta sistemi locali del lavoro). Spazi urbani, costruiti sul tavolino della statistica, che vogliono rappresentare un concetto, secondo me, molto attuale: le città non sono fatte dagli edifici, e aggiungo io da confini amministrativi o politici, ma dalle persone, dalle loro relazioni sul territorio. Così finisce che la mia città non è Roma ma si concentra per buona parte della settimana ai confini dei Castelli Romani, riduce i miei tempi di spostamento (mentre nel resto d'Italia negli ultimi anni sono aumentati in media di 15 minuti) e aumenta, speriamo, la mia qualità della vita, e forse anche le pagine di questo blog.  

Intanto procedo con la segnalazione/reclamo/suggerimento.

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