mercoledì 22 marzo 2017

Il vocabolario non italiano e un uomo speciale

E' da un po' di tempo che non mi capita di sentire parlare di: "quanto i vocaboli inglesi hanno invaso la nostra lingua". Allora mi chiedo se ci si sorprende ancora di fronte a termini anglofoni inseriti in discorsi quotidiani. Ci siamo abituati? E forse ci sentiamo anche un po' in difetto se non ne sappiamo il significato? 

Non parlo ovviamente di termini tecnici e tecnologici, come mouse, tablet, i-pad, i-phone, internet, taggare, ci metto pure browser va... termini insomma la cui conoscenza, secondo me, dipende anche dal livello di competenze informatiche. Parlo piuttosto di vocaboli utilizzati in ambito giornalistico e forse per questo ripresi in contesti più informali per sostituire, sintetizzare o descrivere meglio il concetto italiano (e non solo) a cui si riferiscono. 
Qualche esempio tra i primi che mi vengono in mente: core, friendly, smart, fashion e i suoi composti (fashion victim, fashion addicted...), family day, call, workshop, abstract, light. Questi ultimi li ho letti qui. E devo dire che mi ha sorpreso il fatto che non mi siano venuti in mente. Probabilmente sono diventati, per me, alla stregua dei termini italiani.

Bene, come mio solito, vi do un po' di numeri. E su questo devo dire che molti prima di me, e con maggiore scientificità e competenza, ci avevano pensato. Il sito web della Treccani ad esempio è illuminante in tal senso. E per chi non lo sapesse i termini inglesi, o anglicismi,  sono inseriti nei neologismi. Neologismo... quanto mi piace questo termine, uno di quelli imparati a scuola che non ho più dimenticato. Ci sarà un motivo? Bah. 


Illustratore Hugo Yoshikawa - Scoperto su Pinterest @saradrake

Detto questo... sì lo faccio. Vi lascio con dei numeri tutti miei: Numero di parole non italiane inserite in L'Economia. Nuovo inserto del Corriere della Sera. Primo numero. Per intenderci quello con la foto in prima pagina di Ornella Barra. Dici chi è? Una donna importante. Perché sotto il suo nome c'è scritto Walgreens Boots Alliance. No, non mi dice ancora niente la Signora Barra, ma io non sono un'economista. Sempre in prima pagina però è specificato, anche se in modo non intuitivo, che ha creato la rete mondiale delle farmacie. Quello che vi volevo far notare è che la sua foto sembra un selfie scattato con l'impostazione bellezza viso che, non si sa per quale motivo, ha la funzione di ingigantire in modo esagerato gli occhi. Vabbè ho fatto le pulci a L'Economia ma soltanto perché, lo ammetto, spero di essere letta. 

Detto questo e due... i numeri. Sono circa 50 le parole non italiane, semplici o composte, utilizzate in titoli, occhielli, sommari e catenacci nelle 63 pagine del primo numero di L'Economia. Per precisione, e sperando di non essermi persa molto (considerando il mio avvicinamento alla presbiopia), ho contato più volte quelle che si ripetevano (come manager, partner, export, ecc.) e quelle che inizialmente ho definito tecnologiche, notando un ovvio picco nella sezione Innovazione - Media & Hi-tech. A prevalere sono gli anglicismi. Chissà forse se avessi letto di moda sarebbero prevalsi i francesismi? 

Cinquanta comunque non mi sembrano tante. Pensavo che, in quanto inserto economico, avrei trovato molte più parole non italiane. Sarebbe necessario un confronto, ad esempio con Affari & Finanza, azzarderei storico inserto economico di La Repubblica, che esce il lunedì e anche per questo competitor di L'Economia. Mamma mia mi sembro un'analista di TvTalk (con affetto di telespettatrice).

Ma attenzione, cosa più importante di tutte: ho appena scritto di getto un termine inglese. E ne ho pensato pure un altro: benchmark.

Ecco, sento di avere fatto il mio dovere mensile anche se mi manca la vignetta. La farò nel prossimo post? So che a molti di voi, se non a tutti, cambia poco. 

Torno seria. La cosa veramente più importante di tutte è che sento di avere legato il tema a un vecchio articolo in cui citavo un grande piccolo uomo di altri tempi. Che ho avuto la fortuna di assistere insegnare e che ci ha salutato poco tempo fa. E lui con il vocabolario aveva molto a che fare.

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