giovedì 24 marzo 2016

Googlando voucher

Dicesi anche: Cercando voucher su Google

Rischierò di sembrare ingenua ma voglio confessare, tra queste pagine, di aver scoperto solo qualche sera fa, l'utilizzo diffuso dei voucher nel mondo del lavoro. 

Parte così la ricerca su Google della parola voucher. Tra i primi risultati si trovano tante pagine del portale dell'INPS, che lo definisce come il pagamento del lavoro accessorio, poi tanti articoli di giornali online che ne parlano, è di 1 giorno fa ad esempio la notizia Voucher lavoro, governo annuncia stretta. Sindacati: “Non basta, resta area grigia di precariato senza diritti”, e quindi Wikipedia che parte dalla etimologia della parola: voucher (dall'inglese (to) vouch: attestare, garantire; pronuncia italianizzata: vàucer) sono documenti emessi da agenzie di viaggio ai propri clienti, come conferma del diritto a godere, nel loro viaggio, di specifici servizi, in essi indicati e già pagati in precedenza all'agenzia stessa. 

Ehm non ci siamo.

La cosa che mi lascia più perplessa però sono le immagini che Google associa a questa parola:

Risultato Google Immagini alla ricerca della parola voucher - 24 marzo 2016
Un ripetersi di fiocchi regalo. Certo, meglio un buono lavoro che niente. E a voucher donato non si guarda in bocca. Ma sicuramente è uno strumento che andrebbe usato con cautela.

Passo così a trovare i numeri, e la ricerca su Google si trasforma in "lavoro accessorio statistiche istat". La prima statistica però è ovviamente dell'INPS, ente gestore dei voucher lavoro. Su Il quotidiano della PA si legge: "sono 212,1 milioni i buoni lavoro per la retribuzione delle prestazioni di lavoro accessorio, o voucher, venduti da quando sono stati introdotti, nell'agosto del 2008, al 30 giugno 2015". Vado quindi sul sito dell'INPS, clicco in alto a destra su Dati e analisi e scopro che tra gli Osservatori statistici ce ne è uno anche sul lavoro accessorio. L'ultima statistica in breve diffusa è di ottobre 2015 e i dati sono quelli di cui parlava l'articolo di cui sopra di cui citato di cui googlato. Approfondendo la notizia mi colpisce che:
- quasi il 40% dei voucher lavoro sono venduti nel Nord-est
- il 9,4% dei voucher venduti non sono riscossi, quindi probabilmente non consegnati ai lavoratori?
Ecco parlando di lavoratori, l'INPS diffonde anche i dati sul "numero di lavoratori che hanno riscosso voucher", che nel 2014, ultimo anno disponibile online, superano la quota di 1 milione. Come fanno a tracciare questi numeri? Sempre sul web leggo che "Il lavoratore per riscuotere i buoni lavoro deve presentarsi alle Poste, dal tabaccaio o agli sportelli bancari munito di: Tessera Sanitaria o il tesserino del C.F.; documento di identità valido." Ed ecco che la statistica è prodotta.
Di questi numeri in particolare colpisce subito come:
- l'età media di questi lavoratori sia passata da 60 anni nel 2008 a 36 nel 2014
- mediamente si riscuotono 63 voucher a testa l'anno, ossia 472,50 euro netti per lavoratore*
- il 2014 è il primo anno, dall'attivazione dei voucher, in cui il numero delle lavoratrici che li hanno riscossi supera quello degli uomini.
Come collegare questo risultato con quello sul Nord-est? Mumble muble.

Ultimo dubbio, ultima ricerca su Google. Dove sono i voucher nelle statistiche dell'Istat? Google mi rimanda alla Rilevazione sulle forze di lavoro. Ma tra le parole mancanti c'è proprio accessorio. Passo allora, giuro è l'ultima ricerca, al motore interno al sito dell'Istat. E questo è il risultato. Avrei dovuto saperlo. Il lavoro accessorio rientra nell'aggregato dei lavoratori esterni del Registro Asia-Occupazione. Ma su queste ultime tre parole la ricerca la lascio a voi.

Post dedicato alla persona che era con me davanti alla tv. Zioennio.

*Definizione di Voucher secondo il bollettino statistico dell'INPS: buono lavoro dell’importo nominale di 10 euro, comprendente la contribuzione a favore della Gestione separata Inps (1,30 euro), quella in favore dell’Inail (0,70 euro) e una quota per la gestione del servizio (0,50 euro). Il compenso netto per il lavoratore è di 7,50 euro.

Nota dedicata alle note del questionario non profit che sarà.

2 commenti:

dino ha detto...

Report (rai3) in tempi non sospetti (22/11/2015) dedicò ai voucher una puntata dal titolo "Nero a metà: i voucher". Ad un certo punto della trasmissione Milena Gabbanelli dice: "Con pochi centesimi copro 8 ore di lavoro pagando l’assicurazione per una. Arriva un controllo? Pronti c’è il voucher; succede un incidente? Proprio in quel momento stava lavorando con il voucher. Poi vatti a rivalere. Nel 2014 le denunce di infortuni coperte dai voucher sono stati 1399, nel 2015 si stima anche di più.". E il neo eletto presidente dell'INPS Tito Boeri dice: "L’attività ispettiva è limitata. Noi possiamo intervenire unicamente per controllare che
venga rispettato, in virtù di circolari ministeriali. Noi possiamo intervenire soltanto per
controllare che venga rispettato il limite. Voi sapete che ci sono due limiti. Il limite
massimo che è stato elevato a 7mila euro per il singolo lavoratore. E poi del singolo
committente a 2 mila euro. Noi possiamo intervenire per controllare che questo venga
rispettato. Non possiamo entrare nel merito della prestazione lavorativa.
In Italia assistiamo purtroppo sempre alla stessa storia: leggi fatte male, controlli insufficienti o inefficaci, deregulation ...

Daniela De Francesco ha detto...

Grazie Dino per la lettura, il commento e la partecipazione