giovedì 26 novembre 2015

I post che avrei voluto scrivere tra i lunedì e i venerdì di novembre

"Oaks and elm leaves on the bottom"
@knitalatte11 (Flickr)
Caro blog, 26 giorni dall'inizio del mese e ancora nessun post pubblicato. Eppure ne avevo salvato uno in bozza pronto per essere pubblicato il primo lunedì del mese. Ma non mi ha mai convinto del tutto, perché era sugli argomenti di conversazione delle donne 30-40enni e avevo paura di cadere nei soliti stereotipi. Ho trovato però, casualmente, un bellissimo articolo sul tema che non vi posso non segnalare: "La madre di tutte le domande" di Rebecca Solnit, non è online purtroppo ma su Internazionale cartaceo di qualche settimana fa. 

In parte saziata la mia curiosità sul tema, dico in parte perché non ho trovato statistiche utili, se non un'indagine dell'Osservatorio Birra Moretti (!) che analizza le conversazioni degli italiani a tavola, nel secondo lunedì del mese mi sono fatta prendere dalla nuova trasmissione di Beppe Servignini "L'erba dei vicini" su Rai Tre, esaltata dal sondaggio sui pregiudizi tra il pubblico in studio mi sono detta: sarà l'argomento del post di novembre! Arrivando a contare già il numero e le facce dei like su Facebook. Poi però il secondo, maledetto, venerdì del mese è successo quello che è successo, e forse anche per questo, l'erba dei vicini è diventata meno verde, tanto da dimenticarmi di guardare la terza puntata della trasmissione nel quarto lunedì del mese. 

"Guarda come buco il post di novembre eh". Mi dico. Nessuna idea, nessuna curiosità, solo zapping casuale e una sovraesposizione ai notiziari tv che mi porta a leggere "Isis" al posto di "Iris" sul menù del mio televisore, ma soprattutto a fermarmi sul canale in attesa di quello che secondo me doveva essere un valido documentario. 

Poi nell'ultimo mercoledì di novembre causo il quarto tamponamento del mese. Questa volta è una Smart la povera vittima del mio paraurti anteriore. Rassicuro i miei parenti: trattasi di tamponamenti di lievissima entità, nessun ferito, nemmeno un colpo di frusta, solo impercettibili bacetti ai paraurti posteriori che mi capitano davanti, 4 volte su 4 accaduti in fase di partenza, quindi praticamente da fermi e 3 volte su 4 senza alcun danno. Ovviamente mi chiedo come mai dopo quasi 20 anni di patente, trascorsi onestamente, senza procurare danni, abbia registrato 'sto picco infortunistico. No, non è come pensate. Non ero al cellulare. Non riesco a darmi una spiegazione, forse sono diventata troppo spedita e sicura di me, ho ridotto troppo la distanza di sicurezza, non so fare più una partenza. O avrò perso la capacità di saper attendere al volante di cui tanto mi vantavo? 

Ma no saranno solo coincidenze, fatto sta che nel post di novembre mi trovo a promettere una guida lenta, lentissima, che farebbe saltare i nervi a qualsiasi automobilista navigato. Non voglio più trascorrere l'ultimo giovedì del mese a cercare il nome dei "pezzi" delle macchine sul web.       

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