martedì 27 gennaio 2015

Gli eventi che abbiamo in comune

Stamattina, come tutte le mattine o quasi, appena sveglia resto a letto quei cinque minuti per controllare i miei profili social, visto che sulla casella email ormai non avviene quasi più niente di interessante. Ma i cinque minuti sono diventati 10, 15, 20. Perché Facebook e Instangram non funzionavano. "Avrò finito Internet?" Mi domando in modo sgrammaticato ma di uso comune. "No, non è possibile. Ho aumentato da poco i Megabyte mensili." Accendo e rispengo il cellulare. Ma niente. Non riesco a collegarmi a quei profili. "Strano. Stranissimo. Ma che sarà? Avrò il cellulare rotto. Sì, sarà stata l'ultima caduta." Mi arrendo e inizio gli altri riti quotidiani molto poco digitali.

Pronta alle 9,15. Anche stamattina ho fatto tardi. "Ma da domani inizio una nuova vita. In ufficio alle 8,30. Dai Danie' è impossibile... E poi a quell'ora sul Raccordo Anulare c'è più traffico." Comunque stamattina niente raccordo. Metropolitana. Arrivo alla stazione Subaugusta e che leggo tra le notizie del display sotterraneo?

"Tecnologia. Facebook, Instagram e Tinder sono stati irraggiungibili sia nella versione web sia in quella per cellulari per circa un’ora dalle 7.10, ora italiana. Non sono chiare le cause del guasto."

Il fatto è spiegato.

Adoro questi eventi universali. Di portata nazionale, sovranazionale. Che accomunano gli sconosciuti tra loro. Vicini di casa e lontani di casa. Il manager e l'operaio. La casalinga felice e la casalinga disperata. I single e gli innamorati. Ci si sente tutti più vicino. Perché tutti quelli che avevano la sveglia tra le 7,10 e le 8,10. E che sono soliti controllare il cellulare prima di alzarsi (sono pronta a scommettere che ormai raggiungono almeno il 50% dei possessori italiani di cellulare). Tutte queste persone come me, questa mattina, sono rimasti di più al letto. E avranno avuto magari i miei stessi pensieri. Insomma sarò un'inguaribile romantica ma gli eventi che abbiamo in comune, che viviamo in comune, grazie alle tecnologie, mi regalano il primo sorriso della jurnata.

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