venerdì 2 marzo 2012

L'importanza del vocabolario

Immagine: © Insy Loan
Il mese di febbraio, per me, è stato il mese del vocabolario. Uno strumento fondamentale per tutti e forse sotto-utilizzato, soprattutto nella versione della proprio madrelingua o lingua madre. Sicuramente la diffusione dei dizionari online ne hanno facilitato la consultazione, e per facilitato intendo proprio agevolato fisicamente l'amorevole per quanto faticoso gesto, sostituendo il recupero del voluminoso volume (spesso posizionato nella parte più alta delle librerie) a pochi e veloci click, o touch che dir si voglia. Per non parlare dell'impatto degli altri nuovi strumenti di comprensione e di supporto alla scrittura (come il Thesaurus di Word, Google, Wikizionario, Forum online, ecc.), a cui sarebbe necessario la dedica di un intero post.

Ma torniamo alla affermazione iniziale: febbraio mese del vocabolario. Sì, perché per me il mese di febbraio è iniziato con un corso di analisi dei dati testuali, dove ho scoperto che il vocabolario è un punto di riferimento essenziale anche in termini statistici, e si è concluso con la lettura di un articolo spassoso su "quello che il Censimento non chiede", tra le domande individuate "Possiede un vocabolario della lingua italiana?" e ancora "Quante volte lo apre in un mese?" (suggerite da Patrizia Valduga, poetessa). Insomma, il post di febbraio (anche se scritto a marzo), non poteva non essere dedicato a questo bacino di sapere che nasconde, ai miei occhi, ancora molti segreti.

Concludo riportando gli stimoli raccolti durante la lezione di Tullio De Mauro al corso sopracitato, dalle affascinanti parole rare, che sono state per me una rivoluzione nell'approccio all'analisi dei dati, alle modalità di costruzione del Vocabolario di Base (NVdB) e del Lessico Italiano di Frequenza (LIF) o del Lessico dell'Italiano Parlato (LIP). Passando per Larousse, per i più "scollacciati" dizionari inglesi, per il prezioso lavoro di F. W. Kaeding e di J. B. Estoup, due stenografi geniali di inizio '900, per Zipf, Thorndike, Toolt, fino ad arrivare al suono magico della frase "tessitura dei discorsi". Un tuffo nella storia ad opera di un uomo di altri tempi, composto, paziente, calmo, che ha provato ad alzare una lavagna luminosa con un mouse.

In questo contesto, un'ultima citazione va al Dizionario affettivo della lingua italiana, di cui qualche parola avevo già lasciato traccia.
    

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