mercoledì 31 agosto 2011

Condividere pensieri: come, quando e perché?

Capalbio - La foto che avrei voluto fare in vacanza..
Tra le trasformazioni introdotte dai social network nella vita quotidiana dei suoi utilizzatori rientra sicuramente la condivisione di pensieri. La diffusione degli smartphone ha ulteriormente promosso e agevolato questa azione, dando la possibilità di condividere, in pochi istanti, con i propri contatti virtuali, la scena di vita che si ha davanti agli occhi. Allora sempre più spesso, per gli utenti dei mondi social, non è più l'individuo con cui si condivide uno spazio fisico il primo e il più importante destinatario delle proprie emozioni, idee, pensieri del momento, bensì la rete di contatti connessa o potenzialmente connessa al web.

Riflettevo su questi processi nel corso delle ultime vacanze. Mi è capitato spesso infatti di sapere quello che provava o pensava o stava vivendo il mio compagno di viaggio connettendomi a Facebook. In questi casi mi sono un po' trattenuta nel rispondere ma esclusivamente per non rendermi criticabile da quei (nostri) contatti che ci sapevano in viaggio insieme. In fondo sono pochi quelli che hanno definitivamente abbandonato il pregiudizio nei confronti di coloro che postano postano postano su Facebook

E' proprio per questo motivo che mi sono chiesta: quando la condivisione di un pensiero, di un momento, di uno spaccato di vita è ben accetto dalla propria comunità virtuale (se non da tutta almeno dalla maggioranza)? Sicuramente il criterio del valore della notizia, anche se riguardante la propria vita personale, resta fondamentale. Ma a volte anche considerare a quanti stai realmente destinandola l'informazione può aiutare nella scelta. Mi ricordo di avere letto una volta su una bacheca Facebook questo status: "Prometto di non pubblicare informazioni destinate ad una sola persona". Sarà che avevo un gran rispetto per quell'amico ma per me è stato formativo.

Insomma l'obiettivo, almeno il mio, è renderci piacevoli. E io per farlo devo dire che il più delle volte mi trattengo... chissà se ne vale la pena? Ai posteri (ormai sempre più prossimi) il giudizio sul web che eravamo.

3 commenti:

Daniele Frongia ha detto...

"Quando la condivisione di un pensiero, di un momento, di uno spaccato di vita è ben accetto dalla propria comunità virtuale?" Dico la mia: quando i messaggi sono sinceri, interessanti, espressi con ironia/semplicità o quando coinvolgono anche gli altri (la comunità, appunto).

Daniele Frongia ha detto...

"Ma a volte anche considerare a quanti stai realmente destinandola l'informazione può aiutare nella scelta". Questo aspetto è molto importante: Google+ ad esempio distingue i gruppi cui destinare un messaggio, davvero una bella innovazione. Con Google+, si può viaggiare più tranquillamente :-)

Daniela De Francesco ha detto...

:-) Grazie Daniele, il tuo parere mi interessava moltissimo...