martedì 22 marzo 2011

Nucleare e progresso tecnologico

Immagine: © Jed & Kaoru Share/CORBI
Lo tsunami che ha colpito il Giappone la settimana scorsa sembra avere suscitato un eco mediatico di entità minore rispetto a quello suscitato dallo tsunami che nel 2004 si scatenò nell’Oceano Indiano. Sembra minore il numero di immagini circolate, degli speciali televisivi e dei canali di aiuto attivati nel nostro Paese.

Diversamente l’attenzione dei blogger, da una prima analisi, sembra essere stata maggiore: considerando i giorni compresi nella prima settimana dalle catastrofi (quindi rispettivamente il 26-31 dicembre 2004 e l’11-18 marzo 2011) Google Blog Search rimanda a 1.550 post contenenti i termini “tsunami Sumatra” e 21.300 contenenti “tsunami Giappone”. Anche se il confronto tra i due anni deve tenere conto del differente peso/entità della blogosfera.

E’ stato l’incidente nucleare, conseguente alla catastrofe naturale in Giappone, ad avere sollevato maggiore attenzione, più dei morti e delle immagini di un Paese distrutto. Leggendo e ascoltando i dibattiti sul tema, la fiducia nelle potenzialità della tecnologia sembra avere avuto un ruolo cruciale nelle sorti del Giappone. Mi ha colpito, in tal senso, l’articolo di Daniele Mastrogiacomo (inviato de La Repubblica) che nel far emerge le potenzialità sfruttate e quelle disattese delle tecnologie nipponiche definisce il Giappone un Paese “tecnologia del futuro, impotenza del presente”. E mi sorprende come un Paese così avanzato non abbia rispettato l’indicazione dell’Iaea come riportato nell’analisi de Lavoce.info sull’energia nucleare.

La speranza è che in un breve futuro la parola "tecnologia", e quindi progresso, siano sinonimo esclusivamente di scelte solide e illuminate.

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