lunedì 8 marzo 2010

Quelle statistiche un po' maschiliste...

Vi siete mai chiesti perché nelle statistiche ufficiali, ma anche ufficiose, le informazioni articolate per sesso vengono disaggregate in maschi e poi, e sottolineo poi, femmine? Attenzione, non sto mettendo in dubbio le due categorie ma il loro ordine.

Io me lo chiedo da un po' e approfitto dell'8 marzo per riportare la mia domanda sul web.
Mi sono sempre chiesta ma perché mai i maschi vengono prima delle femmine in termini statistici. Alcuni di voi potrebbero dirmi perché sono di più. Assolutamente no. In Italia alla data del 1° gennaio 2009 possiamo contare 30.892.645 donne e 29.152.423 uomini (dati Demo Istat). Nemmeno l'ordine alfabetico può supportare tale articolazione e se proprio volessimo basarci su criteri meno scientifici, sarebbe opportuno, almeno per galanteria, far passare prima le signore.

Non sarà mica un retaggio della vecchia cultura maschilista? Allora gli uomini acquisterebbero più valore, più importanza come oggetto di studio, anche statistico. Ossia, io ricercatore in cerca di dati dovrei essere più interessato a trovare prima delle statistiche che parlino della popolazione maschile. Ma nemmeno questo è vero, perché spesso i dati per sesso vengono analizzati per verificare pari opportunità, differenze di genere, in un'ottica avversa al "maschilismo". Anzi, l'universo femminile sembrerebbe oggetto di maggiore interesse sociale.

Ancora senza risposta vado su Google chiedendomi se sarà così in tutti i Paesi occidentali. Vi farò sapere... pronta, nel giorno dell'8 marzo, a fare qualcosa di femminista anche io. Io che, avendo beneficiato delle lotte di chi mi ha preceduto, femminista non mi sono mai sentita.

Immagine tratta dal sito Intercom e modificata

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