sabato 6 febbraio 2010

I tempi della democrazia sul web

Qualche giorno fa per la prima volta mi è arrivata a casa Wired. Una rivista che ho scoperto grazie ai miei amici di SegnalazionIT e che ho ritrovato citata in diversi libri accademici. Dalla prima pagina ho capito che è la rivista che fa per me. Fiducia nelle nuove tecnologie, fiducia nel futuro, apertura al nuovo, onestà intellettuale, spazio ai giovani talenti, valorizzazione delle critiche… una bella boccata di aria sana. E il nodo, è proprio il caso di dirlo, che unisce tutto questo è internet, il web, i suoi strumenti e la sua architettura.

Mi capita sempre più spesso di essere investita da buoni sentimenti quando mi avvicino al web. Nel virtuale la democrazia sembra più realizzabile del mondo reale. Mi chiedo: ma qual è il motivo? Perché l’approccio alla vita quando siamo connessi è così diverso da quando siamo off line? Anche in un mondo off line che della libertà e della democrazia fa il suo fondamento.

Le penso tutte: la rete è frequentata da persone più democratiche ed oneste; in rete abbiamo tutti un'occasione per esserci, di mettere un punto quando va male e di ricominciare; in rete siamo tutti più soddisfatti e quindi animati da buoni sentimenti; in rete non esistono le caste e il potere; in rete non abbiamo paura di chi sa più di noi… arrivo anche a pensare che in fondo non è così. Che in realtà tutta questa parvenza di democrazia, di libertà, di onestà, nasconda solo protagonismo, desiderio di apparire, di essere i primi, di “conquistare” il web…

Poi penso alle facce di Wired di febbraio, ad Andrea Lo Pumo, a Nicola Greco e a tutti gli altri “nativi digitali” intervistati, giovanissimi talenti affermati nel loro settore e ahimè sconosciuti a troppi in Italia. E mi torna la fiducia nei buoni sentimenti del web. Forse la risposta alla mia domanda è in queste tre parole: paura, possibilità, potere. Sul web è più semplice non avere paura, avere la possibilità di realizzare un progetto e di farlo scavalcando il potere. Quei rappresentanti del potere che, infatti, internet non riescono proprio a capirlo.

Internet candidato Premio Nobel per la Pace

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