domenica 31 gennaio 2010

Appunti di studio da “La nascita della società in rete” di M. Castells

Leggo dal libro di Manuel Castells “La nascita della società in rete” sulla sequenza storica della rivoluzione della tecnologia dell’informazione (pag. 40). Se la storia di internet e del suo sviluppo è per me più conosciuta, fisso nella mia testa i tre passaggi storici che hanno consentito l’attuale modello di comunicazione: l’infrastruttura quindi della grande rete e le sue possibilità di consumo da parte di un pubblico vasto. Castells, sperando di interpretare bene il suo pensiero, individua tre momenti essenziali: l’avvento del microprocessore nel 1971, lo sviluppo di un nuovo software adatto alle operazioni dei microelaboratori nel 1976, la nascita del primo commutatore elettrico nel 1969.

Il microprocessore, come afferma Castells, ha permesso al computer di essere alla “portata di un chip”, consentendo di superare i minicomputer, chiamati così ma in realtà macchine piuttosto ingombranti e forse anche per questo di difficile diffusione. La società più importante in questo ambito fu la MITS, fondata da Ed Roberts nel 1975, creatore di Altair (dal nome di un personaggio di Star Trek), un piccolo computer costruito intorno ad un microprocessore, che rappresentò la base per la progettazione del primo microcomputer che riuscì ad avere un successo commerciale: Apple II di Steve Wozniak e Steve Jobs (1976), due nomi dell’allora sconosciuta Silicon Valley che sono entrati nella storia della rivoluzione tecnologica.
Anche il software per microcomputer nacque “sull’onda dell’entusiasmo generato dall’Altair”, nel 1976, grazie a Bill Gates e Paul Allen, che adattarono il linguaggio BASIC ai microcomputer. La successiva evoluzione di Microsoft è sicuramente più conosciuta a tutti.

Il terzo fondamentale passaggio fu la messa in rete dei microcomputer: “dalla metà degli anni Ottanta non è possibile concepire i microcomputer in isolamento”. Una delle prime tecnologie a “nodo” fu il commutatore elettrico, l’ESS-1, introdotto dai Bell Labs nel 1969.

Queste le tre tecnologie che hanno guidato l’età dell’informazione e lo sviluppo della rete che ci ha cambiato la vita.
Dopo avere letto le pagine di Castells mi è venuta voglia di andare nei posti che hanno visto nascere questa grande rivoluzione, la Silicon Valley, il garage di Wozniak e Jobs, la sede centrale dell’Intel, dell'IBM, i Bell Labs, ecc, ecc, Chissà se esiste un tour organizzato? Mi accontenterei anche di un documentario su queste tappe della rivoluzione tecnologica, anche perché credo che molti di questi grandi personaggi siano ancora in vita e sarebbe bello raccogliere la loro testimonianza.
Scrivo a Rai STORIA va…

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