mercoledì 3 dicembre 2008

Ricercatori prima di internet

Per il lavoro che svolgo, almeno per ora, internet ha rappresentato una grande rivoluzione. I ricercatori sociali (che qualcuno preferisce chiamare sociologi, anche se io la trovo una definizione un po' troppo abusata) hanno il compito di definire, organizzare e analizzare dati. Sono dei detective, detective dei numeri, così come li definisce Tukey e come ho avuto la fortuna di leggere nel libro di Giovanni Di Franco (EDS: Esplorare, descrivere e sintetizzare i dati, testo dal mio punto divista imperdibile per chi fa il nostro lavoro).
Oggi mi viene da chiedermi: ma come lavoravano questi detective prima di internet? Oggi le ricerche si svolgono prevalentemente dietro una scrivania, davanti al monitor, riponendo una fiducia totale nei motori di ricerca (Santo Google). Trovare una statistica, ma prima ancora l'indicatore più adatto attraverso cui misurare un certo fenomeno, è una azione ormai alla portata di uno/due/tre click, e se questo ha semplificato il lavoro del ricercatore forse rischia di impoverire la qualità dell'analisi, anche in termini di creatività ed innovazione.
Forse prima, "andare" (fisicamente) alla fonte dei dati era già il primo passo per capire il tema su cui si stava ricercando. Il rischio infatti è un mancato confronto con persone più esperte, che studiano quotidianamente quei dati. Insomma secondo me il rischio è di rimanere abbarbicati nella propria scrivania, da soli, senza stimoli esterni... il lavoro di ricerca è necessariamente un lavoro di gruppo, che non può morire dietro un pc.

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