lunedì 8 dicembre 2008

Il valore del tempo che la “seconda vita” sottrae alla prima

Non sono mai entrata in second life, forse perché mai attratta dal mondo virtuale, o forse perché non ho mai avuto abbastanza tempo per sperimentarlo, visto che utilizzo internet e il pc soprattutto durante i giorni lavorativi e nel fine settimana cerco di stare il meno possibile davanti alla scrivania. Detto questo, ieri mi è capitato di ascoltare una conferenza sulla moda su second life e ho avuto modo di osservare anche questa parte della sfera di internet. Eviterò di lanciarmi in giudizi per rispetto dei suoi abitanti, però una cosa me la voglio chiedere: perché rubare del tempo alla prima vita a favore della seconda? Penso che chi vive su second life almeno 2/3 ore al giorno le dedichi a questo spazio, scegliendo di stare nel virtuale piuttosto che nel reale. Allora perché? Forse è la facilità con cui sul secondo mondo le cose si possono realizzare, anzi più che facilità direi democraticità. Sì perché in termini tecnici forse è più complicato realizzare un vestito su second life che nella prima vita, ma una volta studiate le regole vince la fantasia, il talento, il merito. Forse tra gli avatar è più facile conoscersi, approcciare, affermarsi, mostrare le proprie capacità, essere apprezzati. Forse tra gli avatar anche il più sfigato ha una possibilità. Ma allora tutti gli avatar sono delusi dalla prima vita? Scelgono di stare sulla seconda perché non credono più nella prima? Perché hanno paura di provare davvero? Senza accorgersi che comunque provano lo stesso, perché comunque su second life ci si innamora, di un uomo, di una donna, di un paio di scarpe, di un libro, delle proprie creazioni, senza però potere toccare. Il virtuale esclude il contatto diretto, senza fili, senza macchine. È quello che ormai ci fa paura?
Poco dopo la conferenza sulla moda di second life ascolto la presentazione del libro “Dizionario affettivo della lingua italiana” opera a cui hanno partecipato più di 300 scrittori italiani chiamati a definire la propria parola preferita. Tra le tante lette dal vivo, ricordo pane, terrone, canzone, brevità, e noi. Chissà se su second life si può vivere il noi…

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