giovedì 9 ottobre 2008

Tempi di attesa con il Web 2 quasi 3.0

Leggo oggi per la prima volta che l'Europa è pronta ad accogliere il Web 3.0, la nuova era internet in cui gli utenti saranno sempre collegati (da Pillole di ICT della newsletter LAiT, su dichiarazione di Viviane Reding - attuale Commissario Europeo). L'idea di "essere sempre collegati" mi rimanda ad una riflessione sul concetto di tempo e di spazio nella società post-moderna. Gli strumenti della rete (messaggi istantanei, chat, network sociali, ecc.) hanno accellerato la comunicazione, moltiplicando le relazioni quotidiane, riducendo i confini tra gli utenti, abbreviando le parole e accorciando i possibili tempi di feedback. Sottolineo possibili proprio perché essendo tutti consapevoli che siamo una comunità "sempre collegata", ci aspettiamo risposte istantanee, veloci, immediate. E se questo non succede? Molte domande ed esigenze rimangano sospese e si prolungano i tempi di attesa. Allora se il Web 2 quasi 3.0 ha il merito di avere ridotto molte distanze e ritmi di comunicazione, dall'altro può prolungare e moltiplicare la condizione di "in attesa di risposta".

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