lunedì 27 ottobre 2008

Il valore dei sondaggi on line

Alla ricerca (naturalmente su internet) di informazioni e definizioni metodologiche sui sondaggi realizzati attraverso il web, rilevo innanzitutto la “famiglia” in cui inserire questa tecnica di rilevazione, ossia dei "Deliberative Polling", il cui studio è associato (sempre su internet) al Prof. James S. Fishkin della Stanford University. Il letteralmente tradotto “sondaggio deliberativo” si distingue dal sondaggio di opinione per un coinvolgimento più “informato” degli individui che formano il campione (rappresentativo casuale). I diversi step che caratterizzano un deliberative polling “tipo” sono: la realizzazione di un pre-sondaggio ad un campione casuale rappresentativo della popolazione su temi di dominio pubblico, a cui segue una fase di aggiornamento/informazione del campione sui temi affrontati nel sondaggio (attraverso la realizzazione di seminari, incontri/dibattiti con esperti, messa a disposizione di materiale, ecc.), ed infine la ripetizione del sondaggio (con le stesse domande allo stesso campione di individui). Spesso i risultati emersi nel primo sondaggio sono molto differenti da quelli del secondo, rilevando come la variabile discriminante nella formazione della pubblica opinione sia “l’informazione” (mi permetto di aggiungere consapevole).
Il web e le nuove tecnologie nel deliberative polling rappresentano uno strumento di interazione (alternativo) con il campione, nonché un metodo (non scientifico) di campionamento. Nel primo caso infatti il pc può rappresentare una valida alternativa (agli incontri “faccia a faccia” o alla tv, per esempio) nella fase di informazione del campione sui temi del sondaggio (attraverso conferenze on line, realizzazione di interviste, condivisione di materiali, ecc.). Se internet però viene utilizzato come strumento di formazione/selezione del campione, il sondaggio perde di rappresentatività e validità scientifica. È il cosiddetto “campione auto-selezionato” (in inglese Self-selected Listener Opinion Polls - SLOPs, termine coniato dal Prof. Bradburn Norman dell’Università di Chicago) che si viene a formare in funzione del contatto Internet o dell’ascolto/visione di un determinato programma televisivo/radiofonico (associabile anche al sempre più diffuso “televoto”).
Sono essenzialmente due le distorsioni di questa tecnica: la prima riguarda la mancata rappresentatività della popolazione, in quanto internet non è utilizzato ed utilizzabile da tutti (ancora!), e spesso chi si connette su un determinato sito porta con sé già una maggiore attenzione/sensibilità verso il problema rispetto al campione medio. Inoltre il web non può controllare (ancora?) le volte che un individuo partecipa al sondaggio, essendo più esposto quindi a distorsioni e alla volontà dei singoli. I sondaggi on line sono quindi rilevazioni da utilizzare con cautela.
Ho riportato, spero con poche imprecisioni, le informazioni trovate sul web, rimanendo aperta ad ogni suggerimento e commento…

(Per il post sono state utilizzate anche le dispense on line del Corso di Scienza Politica dell'Università degli studi di Milano. Un grazie per i suggerimenti all'EURES)

2 commenti:

Daniela De Francesco ha detto...

Silvia, una mia cara amica, nonché statistica, mi dice:
"interessante il tuo post..solo che non sono d'accordo sul fatto di non poter controllare il numero di volte che si partecipa al sondaggio.diciamo che si può limitare in base al pc da cui si risponde e inserendo la psw di accesso al sito..certo se un utente si registra con più identità, non si controlla..però credo che finito l'effetto novità, è difficile che qualcuno abbai voglia di "sprecare" più volte tempo per rispodnere al questionario!Io per esempio faccio parte di parecchi panel on line e una volta che ho risposto non posso farlo di nuovo, anche se rispondo una volta da casa e una volta dall'uff!"

Anonimo ha detto...

cara dani, il tuo post è molto interessante... e lo condivido in pieno. i sondaggi on line, frontiera della società dell'opinione troppo spesso troppo digitale, sono usati e abusati. ma sono davvero di scarsa qualità. come tu hai già giustamente evidenziato, sono fonti di grandi distorsioni. inoltre, la cosa che hai scritto sulla impossibilità di essere certi che ogni soggetto compili il sondaggio una sola volta è, oltre che vera, molto pericolosa. le domande contenute nei sondaggi fanno spesso riferimento a temi socialmente caldi... e non ho difficoltà ad immaginare quanti partiti o lobby di potere abbiano interesse ad organizzarsi perchè il sondaggio pubblicato sul sito molto visitato o sul giornale a tiratura nazionale dia proprio l'immagine della realtà sociale da loro auspicata... un caro saluto. Alessia