lunedì 20 ottobre 2008

Come ci facciamo del male con Facebook

Sabato ero in metro e mentre fingevo di leggere il giornale mi capita di ascoltare un dialogo tra due amici.
Lui: "Le ho mandato la richiesta di amicizia giovedì e non mi ha ancora risposto. E' sempre la solita str.... Poi non capisco perché non mi dovrebbe mettere tra i suoi amici..." continuando a sottolineare come la sua ex ragazza (destinataria della richiesta facebookiana) si ostini ad assumere atteggiamenti poco carini nei suoi confronti da quando si sono lasciati.
A parte la mia comprensione verso il povero ragazzo, evidentemente ancora sofferente per la storia finita, da frequentatrice di FB mi chiedo: cosa spinge i delusi dall'amore a richiedere l'amicizia al proprio oggetto di delusione? Ma soprattutto perché aspirare all'amicizia di una persona che nella vita quotidiana NON è un amico?
Se provi amicizia per una persona non ti arriva lo stomaco sotto la scrivania se vedi le sue foto con altri, se percepisci dalla sua bacheca che non se la passa male nonostante non vi sentiate da mesi, se stai attaccato al video del computer per cercare meglio tra le immagini ridotte dei suoi amici possibili amanti o relazioni attive.
Questa non è amicizia!
Sono reazioni comprensibili di un cuore deluso che non ha ancora mollato le speranze. E allora perché farsi del male? Perché costringersi a scrivere cose pensando ad "amici" che manco lo guardano il vostro profilo? e a corrodervi per gli aggiornamenti di stato di quegli "amici". Perché pubblicare serate indimenticabili con biondone da sogno, quando in realtà avete appena ricevuto il sorriso sdentato della cassiera della GS? Perché fare intuire (sì noi donne, facciamo intuire... siamo più sottili) che siete felici dei numerosi corteggiatori, quando nell'ultimo mese vi ha invitato a prendere il caffè solo il benzinaio che ci prova con tutte? Ma soprattutto chiedetevi: se avessi passato realmente giornate o momenti da sogno, sarei corso su FB ad aggiornare il mio stato? No! Quindi tutti capiscono che è una plateale e volontaria menzogna creata per far scattare meccanismi di invidia tra ex!
Allora bloccate presto, se potete, i vostri pensieri e richieste autolesioniste. E se un giorno, per puro caso, incontrate nome+cognome+foto di quello/a che ancora non avete scordato, respingete l'idea di chiedere la sua amicizia, per non trasformare uno strumento divertente in una arena quotidiana di rodimento!

6 commenti:

viviroma ha detto...

é veramente un fenomeno strano..l'ho notato pure io!!:-) per esempio io ho ignorato le richieste di amicizia di alcuni colleghi e ho risposto loro con un messaggio "scusa ma faccio un uso parsimonioso di FB"..insomma, a buon intenditor...:-D

Miriam ha detto...

Dani sei fantastica! Sei riuscita li' dove altri hanno fallito...hai letto nei cuore della gente! Eh si perchè nel mio hai letto sicuramente e al di la delle esperienze personali che ognuno di noi puo' aver più o meno vissuto anche io mi sono resa conto che con questo nuovo strumento interattivo si innescano dinamiche strane. Concordo sulla tendenza spesso di cercare contatti con persone che dovremmo eliminare dalla nostra vita ma poi mi chiedo...non è che niente niente FB riflette semplicemente quelli che sono i bisogni dell'essere umano? Quello che apparentemente emerge è ovviamnete un atteggiamento aggregativo ed un forte lancio al contatto seppur virtuale ma alla luce di ciò che hai fatto notare a volte sembrerebbe che esca fuori anche una tendenza al masochismo e all'autolesionismo. Perfetto ma ho un'osservazione da fare... ora c'è FB ma prima che qualcuno inventasse questo social network diabolico c'è sempre stata a mio avviso la tendenza da parte di coloro che avevano avuto il proprio cuore infranto da qualcuno/a a ricreare un contatto seppur banale e minimo con l'oggetto del proprio desiderio. Per cui credo che FB abbia semplicemente fatto da specchio ad una situazione già esistente. Situazione alla cui base c'è come dici tu quella lieve speranza di mantenere accesa nella persona amata qualla fiammella che ancora nel nostro cuore è un fuoco che arde. Sarà che io personalmente ho un concetto troppo bello dell'amicizia e sarà che per fortuna al momento oppurtuno nel mio caso scatta spesso l'istinto della sopravvivenza ma io personalmente quando so che le cose non possono più tornare come una volta e non è un sms o un contatto su una piattaforma digitale a farle cambiare allora invito l'uomo dei miei sogni ad abbandonare gentilmente la mia vita...e so, per averlo vissuto sulla pelle che se non vivere più un amore fa male, vedere con i proprio occhi il tuo amore con un'altra donna è devastante! Per cui forse oltre ad invitare le persone a non usare FB come strumento di autolesionismo mi permetto di porre loro un interrogativo...al di la di quello che la tecnologia ci offre e degli strumenti in nostro possesso al giorno d'oggi, nella vita reale siete disposti a flagellarvi,a distruggervi, a morfificarvi per il solo fatto di mantenere una seppur vaga e recondita speranza di un ritorno? Ritorno che forse non avverrà mai perchè dall'altra parte il nostro amato/a, l'amore della nostra vita, la persona che vorremmo accanto a noi per sempre, di speranze non ne ha, pero' ha solo delle certezze: che non tornerà più indietro!
Grazie Dani per averci fatto riflettere...
Un bacio grande
Mimmi

Daniela De Francesco ha detto...

"scusa ma faccio un uso parsimonioso di FB", grazie Vivi mi sembra una ottima frase ad effetto per richieste di amicizia indesiderate!
Miriam grazie a te! Sono contenta di esserti arrivata!

gio ha detto...

Sempre con i benzinai ce l'hai...

In generale, molto in generale, trovo che i momenti di debolezza delle persone debbano essere caratterizzati da una certa mancanza di severità nei confronti dei propri istinti. Mi spiego: il tizio di cui parli probabilmente sta sotto a 'n treno e non dovrebbe arrotarsi troppo il cervello a capire cosa è giusto ed accettabile e cosa no, mentre è lecito che si abbandoni agli istinti, come per esempio desiderare ciò di cui hai riportato.
Il problema è se questi atteggiamenti diventano regola e non solo proprio di momenti di debolezza. Che significa tutto ciò? Che la gente di oggi, generalizzando ovviamente, è SEMPRE debole.

Io credo che "la misura" sia la regola da seguire. E' giusto abbandonarsi ogni tanto alle proprie debolezze, ma con la giusta misura. Certo, meglio se riguardo qualcosa che non coinvolge altre persone...

Saluti

G.

Daniele Frongia ha detto...

Grande Daniela! E complimenti per il blog! "scusa ma faccio un uso parsimonioso di FB" è una risposta che fa incz tantissimo chi la riceve :-), però è fantastica

giulio marini ha detto...

"scusa ma faccio un uso parsimonioso di FB" decade miseramente se chi e quanti sono i propri amici su FB sono di pubblico dominio: che figura misera in tal caso!!!!!